sabato, novembre 17

Dichiarazione di solidarietà con le manifestazioni di protesta contro la presenza di Donald Trump al WEF di Davos

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a cura della redazione*

Vi inviamo i nostri affettuosi saluti e la nostra solidarietà dagli Stati Uniti in occasione delle manifestazioni che state organizzando in seguito all’annuncio dell’arrivo in Svizzera di Donald Trump al World Economic Forum di Davos (WEF).

• Trump è entrato in carica circa un anno fa e ha immediatamente lanciato un attacco a tutto campo contro le classi lavoratrici, i diversi gruppi oggetti di discriminazioni e l’ambiente. Quasi un anno dopo, il Partito repubblicano di Trump ha varato una legislazione fiscale che arricchirà ulteriormente le imprese e i ricchi. I repubblicani sperano di continuare questa politica anche nel 2018 attraverso cospicui tagli alla spesa per i programmi di cui possono beneficiare i lavoratori e le lavoratrici, così come nuovi attacchi ai sindacati e ai diritti del lavoro.

• Le riduzioni fiscali sono state la principale realizzazione a livello legislativo dell’amministrazione Trump nell’anno appena trascorso. Oltre a questo essa è anche riuscita ad utilizzare l’enorme potere dello Stato per reprimere in modo molto più marcato la vita quotidiana negli Stati Uniti. La polizia americana ha perpetuato la sua politica di arresti, brutalità e assassinii, in particolare contro la popolazione di colore. E gli attacchi contro gli immigrati si sono intensificati.
La polizia degli stranieri ha moltiplicato gli interventi sui luoghi di lavoro, nei tribunali e persino nei luoghi di culto. Nel frattempo, Trump sta cercando di chiudere i programmi volti a proteggere alcuni gruppi di immigrati, come, ad esempio, i giovani che sono arrivati negli Stati Uniti da bambini (i “Dreamers”), così come i rifugiati in fuga dalla violenza e dalla devastazione (ad es. quelli provenienti da El Salvador).

• Ispirata da questo attacco di destra dello stato, l’estrema destra si è mobilitata durante l’anno appena trascorsi. I suprematisti bianchi hanno manifestato apertamente, in particolare a Charlottesville, in Virginia. Una manifestazione che ha provocato l’assassinio di una manifestante anti-razzista. La destra anti-donne sta inoltre organizzando attacchi sistematici contro le cliniche nelle quali vengono pratiche interruzioni di gravidanza.

• Malgrado questo contesto molto difficile, abbiamo comunque potuto assistere ad un’incredibile resistenza. Non devono infatti essere dimenticate alcune manifestazioni senza precedenti che si sono svolte lo scorso anno in alcuni aeroporti, come risposta al divieto di viaggio – emanato da Trump – nei confronti di cittadini e cittadine di paesi a maggioranza musulmana. Il 2017, poi, è iniziato e si è concluso con manifestazioni e proteste per la difesa dei diritti delle donne, a cominciare dalle gigantesche marce delle donne del gennaio 2017 fino alla campagna #MeToo. Quest’ultima ha messo in evidenza le aggressioni e le molestie sessuali – a cominciare da quelle sui luoghi di lavoro – e ha chiesto che uomini potenti fossero chiamati a rendere conto delle loro azioni.

• In queste occasioni, abbiamo anche visto un crescente interesse per il socialismo e la politica di sinistra, in particolare tra i giovani. Ciò è particolarmente importante in questo anno 2018, poiché a novembre ci saranno le elezioni al Congresso (le elezioni di metà legislatura), e la principale alternativa ai repubblicani di Trump sarà un Partito Democratico che è stato complice della svolta a destra della politica delle classi dominanti.
Costruire un’alternativa fondata sulla solidarietà e l’opposizione allo status quo rimane un compito urgente oggi e per il futuro.

Siamo vicini a voi mentre protestate contro la presenza di Trump a Davos che hanno come obiettivo la costruzione di un mondo migliore. (22 gennaio 2017)

*International Socialist Organisation (ISO), Kentucky Workers League, International Socialist Review (ISR), Left Roots (https://leftroots.net/why-leftroots/), SocialistWorker.org, Baskar Sunkara (uno dei fondatori della rivista Jacobin), Aaron S. Aamaral, Saulo Colon, Barry Fonger, Scoot McLemee del Comitato di redazione della rivista New Politics