sabato, novembre 17

NO all’aumento delle tasse di studio universitarie

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A cura della redazione

Le università svizzere sono attualmente il bersaglio di un’ondata anomala di aumenti delle tasse universitarie. A Friburgo, Basilea, Berna, ai politecnici di Zurigo e Losanna, degli aumenti sono previsti. Di fronte a questi attacchi contro gli studenti, la resistenza si cristallizza progressivamente. A Basilea, la terza assemblea generale degli studenti ha avuto luogo il 15 novembre. A Friburgo, una manifestazione ha avuto luogo il 9 novembre con diverse centinaia di partecipanti contro i prospettati aumenti. Anche a Losanna, sono in preparazione delle azioni di protesta, mentre a Berna la collera si esprime nell’ambito della lotta contro le politiche cantonali di austerità, per esempio, in occasione della manifestazione “Stop ai chiari tagli nei bilanci sociali” del 22 novembre. A Zurigo, un’azione del gruppo “Niente ostacoli alla formazione” (Bildung ohne Hürden) ha avuto luogo il 15 novembre. Attraverso degli striscioni e una distribuzione di volantini, gli attivisti hanno attirato l’attenzione sull’aumento previsto delle tasse di studio. Nel contempo, un appello a firmare la petizione seguente https://500franken.ch/petition è stato lanciato. Il collettivo unitario che combatte l’aumento delle tasse di studio al Politecnico di Zurigo (EPFZ) ha redatto un argomentario che qui presentiamo nella versione italiana. (Red)

Le tasse di studio come ostacolo alla formazione

Secondo un’inchiesta realizzata nel 2012 dall’associazione degli studenti dell’EPFZ (VSATH), il 9% degli studenti stranieri dovrebbero rinunciare ai loro studi all’EPFZ se le tasse di studio fossero portate a fr. 850.- a semestre. Questo indica chiaramente che l’aumento delle tasse previsto dal Consiglio delle EPF rappresenterebbe un ostacolo invalicabile per numerosi studenti. Inoltre, ci si può domandare quante persone rinunciano già oggi agli studi a causa delle tasse attualmente in vigore. La stragrande maggioranza degli studenti vive con un budget ristretto. Così, fr. 40.- al mese (fr. 500.- all’anno) rappresentano per la maggioranza una somma importante.
Se molti studenti hanno una situazione finanziaria difficile, è giustamente a causa delle spese crescenti che devono sopportare: i premi di cassa malati, gli affitti, i biglietti dei trasporti pubblici, non fanno che aumentare negli ultimi anni. Il “premio medio” di cassa malati è passato da fr. 196.- nel 1996 a fr. 396.- nel 2014 (1). In parallelo, i sussidi erogati dai cantoni sono rimessi in causa o i montanti versati diminuiscono.
Il sistema di borse attualmente in vigore in Svizzera non offre alternative reali o non costituisce un autentico punto d’appoggio per gli studenti, a maggior ragione che i bilanci delle borse di studio e di apprendistato sono, in alcuni cantoni, oggetto dei tagli di bilancio. Gli studenti, di conseguenza, sono costretti a ricorrere a lavoretti per garantirsi il sostentamento, anche se è noto che l’intensità degli studi nei politecnici federali rende quasi impossibile l’esercizio di un’attività a tempo parziale. Gli studenti sono dunque fortemente dipendenti dai loro genitori e da diversi istituti privati che accordano prestiti di studio, fatto che rappresenta sovente un carico importante per le famiglie e gli studenti. (A questo si aggiunge la creazione di un potenziale mercato attrattivo di persone necessitanti di prestiti di studio privati).

Gli studi e il mondo del lavoro

Il Consiglio delle EPF considera l’aumento delle tasse come “moderato e socialmente sopportabile”. L’idea che sottintende questa affermazione: i diplomati dei politecnici federali possono vendere la loro forza lavoro a un presso elevato (2). Una volta finiti i loro studi gli studenti devono vendere la loro forza lavoro. Quest’obbligo sembra evidente, e ci si aspetta che gli studenti lo vogliano. La formazione universitaria prende sempre più la forma di una qualificazione per delle professioni ben remunerate nell’industria o in altri settori privati. Tutti quelli che non vogliono un futuro di questo genere sembrano sempre più esserci costretti. Si rinforza così l’idea dell’impiegabilità degli studenti, obbedienti alle attese dell’”economia”, vale a dire che essi devono esprimere gratitudine verso il mercato del lavoro. (Per gratitudine si intende anticipare la vendita della propria forza lavoro all’economia privata durante la propria formazione, fatto che si traduce concretamente con degli stages poco o non pagati, dei lavori di fine studio “ordinati” dalle imprese, …).
Vincoli di questo genere non devono esistere, sia sul piano economico che “morale”. L’aumento delle tasse di studio rinforza in maniera sottile la mutazione delle alte scuole in autentiche fabbriche di forza lavoro qualificata per l’economia, al posto di essere luoghi di formazione critica e di ricerca al servizio dell’insieme della società.

Tasse di studio, borse di studio e misure di austerità

Gli aumenti delle tasse previsti nei politecnici federali si iscrivono in un contesto di misure d’austerità prese a livello federale. In questo quadro, la Confederazione ha ridotto di 80 milioni all’anno il suo contributo finanziario ai politecnici (3). Appare dunque logico che i politecnici vogliano colmare questa diminuzione delle sovvenzioni con un aumento delle entrate. Che questo passi attraverso un aumento delle tasse di studio è inaccettabile. Il Consiglio federale preferisce aumentare le spese consacrate all’esercito o alla rete stradale. Le priorità del Consiglio federale sono perfettamente chiare: acquistare degli aerei da combattimento e costruire delle autostrade, al posto di investire in formazione e ricerca.
Nel quadro delle politiche di austerità incessanti e della rottamazione sociale praticata a livello federale, cantonale e comunale, il leitmotiv dei partiti di destra a favore di una politica delle “casse vuote” trova ogni settimana una nuova formula per restringere l’accesso agli studi superiori. Nel canton Argovia, per esempio, si prevede di restringere l’accesso alle borse di studio e di apprendistato di un terzo attraverso il passaggio da un sistema di borse di studio a uno di borse di studio e prestiti di studio (4). In altri cantoni, le borse di studio che comportano spesso dei montanti ridicoli, subiscono di petto la pressione dei tagli di bilancio. Una logica simile è all’opera a Berna, dove le politiche d’austerità cantonali dovrebbero condurre a un aumento delle tasse di studio per i “Bildingsauländer*innen” (le persone che hanno ottenuto l’equivalente della maturità ginnasiale al di fuori della Svizzera). A Zurigo, è nell’ambito del pacchetto di misure d’austerità Leistungsüberprüfung 16 che è prevista una diminuzione delle somme dedicate dal cantone al pagamento dei premi di cassa malati (5). Si tratta di una misura che, in più che colpire in generale le persone con le condizioni di vita più precarie, penalizza in particolare gli studenti. Ad inizio 2017, i politici zurighesi zelanti dell’UDC e dell’Unione Democratica Federale (EDU-UDF) hanno proposto un raddoppio della tasse di studio all’Università di Zurigo (che, al contrario delle EPF, è competenza del cantone) (6). Nel loro cinismo, i rappresentanti del partito dei miliardari è di quello dei fondamentalisti religiosi hanno battezzato la loro mozione “Adattamento delle tasse di studio alla realtà”. Questa formula deve essere compresa in questo modo: “è una questione di una “realtà” prodotta da decine di anni di regali fiscali ai ricchi e del mantenimento costante di una politica delle “casse vuote” risultato della diminuzione delle entrate creata da questi stessi “regali”. La realtà dei politici adepti dell’austerità di bilancio, come quella del Consiglio delle EPF, non è la realtà vissuta da una gran parte degli studenti.
Le riduzioni di bilancio sono sempre condotte parallelamente a degli alleggerimenti fiscali passati o futuri. È sufficiente menzionare l’enorme truffa della Riforma dell’imposizione delle imprese del 2008 (RII II), in seguito alla quale le collettività pubbliche hanno perso miliardi di entrate fiscali, o dei regali fiscali offerti ai ricchi e alle imprese in diversi cantoni a partire dagli anni 1990. Degli esempi chiari di queste politiche sono forniti da Zurigo, Svitto o ancora altri cantoni.

Tasse di studio (in aumento) in tutta la Svizzera

Non è solo nelle EPF che sono previsti o ventilati degli aumenti delle tasse di studio:
• A Basilea, un aumento delle tasse di studio di fr. 100.- per semestre per tutti gli studenti è previsto. Per gli studenti “stranieri” è invece previsto il raddoppio. L’ultimo aumento delle tasse all’Università di Basilea risale al 2013.
• A Friburgo, un aumento delle tasse di studio del 35% è in discussione.
• A Berna, un aumento delle tasse di studio per i “Bildingsauländer*innen” è sottoposto a votazione nel quadro delle misure di austerità cantonale.
• A Ginevra, un aumento delle tasse era previsto nel 2016, ma è stato ritirato in seguito alle proteste degli studenti.
In tutte le altre scuole superiori della Svizzera, gli aumenti delle tasse di studio sono un tema ricorrente negli ultimi 15 anni. Alcuni aumento previsti sono stati implementati, mentre in un numero importante di casi, l’aumento è stato respinto con delle azioni di protesta efficaci organizzate dagli studenti.

Possiamo osservare che i difensori di un aumento delle tasse fondano sovente la loro argomentazione sul fatto che le tasse di studio sarebbero più elevate in altre scuole superiori. Lottare contro l’aumento delle tasse di studio nei politecnici, è anche un segno di solidarietà con gli studenti delle altre scuole superiori che, oggi come domani, sono confrontati con degli aumenti delle tasse di studio.

Il Consiglio degli EPF, la sua argomentazione e i suoi interessi

Il Consiglio delle EPF è l’organo di direzione dei politecnici federali, vale a dire che è alla testa dei due politecnici di Zurigo e Losanna, e di alcuni istituti di ricerca. Il Consiglio delle EPF ha annunciato che voleva aumentare le tasse di studio e si pronuncerà definitivamente a inizio marzo 2018. Giustifica la sua scelta con la necessità di adattarsi alla situazione esistente in altre scuole superiori dove le tasse di studio sono più elevate, con il fatto che dei costi importanti delle filiere universitarie e del numero di studenti in aumento (7). Il Consiglio delle EPF considera l’aumento previsto come “moderato e socialmente sopportabile”. Agli occhi del Consiglio, questo si giustifica con il fatto che gli studenti delle EPF otterrebbero dei salari elevati dopo i loro studi, che esisterebbe la possibilità di domandare delle borse (dunque un trasferimento mascherato di questo aumento sui bilanci cantonali allo stesso modo di quello che avviene con i sussidi di cassa malati) e che solo una piccola parte dei costi di formazione sarebbe finanziata dagli studenti.
Per meglio comprendere perché un organo che comprende al suo interno delle persone provenienti dall’economia (privata) e della ricerca argomenta in questo modo è utile osservare il loro curriculum e gli interessi che rappresentano (8). Il Consiglio delle EPF è composto da undici membri, è diretto dall’avvocato Fritz Schiesser che è anche membro del consiglio di fondazione del think tank neoliberale Avenir Suisse (9). Tra i rappresentanti dell’economia troviamo anche Christiane Leister (membra del gruppo Leister, specializzato in tecnologie di saldatura plastica, fortuna stimata in 175 milioni di franchi svizzeri), Mark Bürki (PDG dell’impresa finanziaria Swissquote, con 150 milioni di cifra d’affari e 17.8 miliardi di fortune gestite), Beth Krasna (membra indipendente di diversi consigli d’amministrazione e consigliera in gestione per differenti imprese) e Paul Herrling (vecchio diretto del settore farmaceutico di Novartis).
Ma i rappresentanti della ricerca e i presidenti delle EPF non sono da meno quando si tratta di fare collezione di mandati nell’economia privata. Così il presidente del Politecnico di Zurigo, Lino Guzella, è anche membro del consiglio di amministrazione del gruppo Kistler Holding AG (cifra d’affari 358 milioni di franchi) e mandatario della società Robert Bosch Industrietreuhand AG che controlla gli affari della multinazionale Robert Bosch (cifra d’affari di 73 miliardi di euro)(10). Il presidente dell’EPFL, Martin Vetterli, è membro di tre consigli di amministrazione. I mandati nei consigli di amministrazione dei membri del Consiglio delle EPF sono altrettanto numerosi che le ore di lavoro notturne degli studenti in architettura.

 

[1] Fonte : Datenblog du Tagesanzeiger, 18.09.2014. https://blog.tagesanzeiger.ch/datenblog/index.php/5131/zwei-jahrzehnte-dauerpraemienschock
[2] https://www.ethrat.ch/fr/medias/communiques/augmentation-taxes-etudes
[3] Le cifre non sono molto chiare, dato che nuovi dati sono pubblicati regolarmente. È comunque certo che il Consiglio delle EPF prevede un bilancio 2018 amputato di 83 milioni di franchi svizzeri: https:// www.ethrat.ch/sites/default/files/ETHR_BB18_FR_web.pdf
[4] Il Consiglio di stato argoviese ha deciso questa misura che sarà combattuta via referendum (fonte: Aargauer Zeitung du 7 novembre 2017).
[5] Per più informazioni sul „Leistungsüberprüfung 16“, vedi http://kaputtgespart.ch/sparmassnahmen
[6] Vedi, a questo proposito, la posizione dell’associazione studentesca Kritische Politik Zürich (in tedesco): https://www.kripo.uzh.ch/wp-content/uploads/Positionspapier-Studiengebühren.pdf
[7] ttps://www.ethrat.ch/fr/medias/ communiques/augmentation-taxes-etudes
[8] Quello che è italiano è stato tradotto dai “legami di interesse” e le attività accessorie elencate sul sito del Consiglio delle EPF: https:// www.ethrat.ch/fr/liensdinterets
[9] Nei contributi di Avenir Suisse sulle università, troviamo in maniera ricorrente la rivendicazione di un “finanziamento da parte degli utilizzatori”. Vedi p.e., in tedesco: https:// www.avenir-suisse.ch/bildung_mehr-exzellenz-und-effizienz-an-den-hochschulen/
[10] Sulla struttura del gruppo Robert Bosch, vedi in tedesco: http:// www.manager-magazin.de/unternehmen/karriere/a-278718-4.html