martedì, ottobre 23

Asili nido: sussidi federali apparsi magicamente?

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Il giorno dopo la votazione sulla Riforma fiscale spuntano “magicamente” contributi federali per “3-4 milioni” a favore degli asili nido.

In un servizio della RSI (1), in cui figura anche un’intervista dell’on. Beltraminelli, si afferma che il Consiglio federale avrebbe approvato questi sussidi “la settimana scorsa”. In realtà il Messaggio del Consiglio federale per questo credito aggiuntivo risale al 29 giugno 2016. Il Consiglio Nazionale, come seconda Camera, l’ha approvato il 2 maggio 2017. Risulta pertanto incomprensibile che i funzionari del DSS se ne sia accorti solo ora e che nel messaggio del Consiglio di Stato sulla Riforma fiscale questi fondi non vengano menzionati.

Nell’intervista il direttore del DSS afferma “Il contributo da Berna sarà valido tre anni. Ci stiamo organizzando per poter ottenere in Ticino aiuti per 3-4 milioni…”. Questo significa che il DSS dispone di una valutazione dei possibili nuovi posti nelle strutture di accoglienza per bambini creati nei prossimi anni visto che i sussidi federali – sia per abbassare le rette che per offerte fuori dagli orari usuali – verranno elargiti proporzionalmente ai sussidi cantonali e comunali: più verrà investito a livello locale, più saranno elevati gli aiuti federali. Anche in questo caso risulta incomprensibile che il DSS non abbia mai formulato una stima dei nuovi posti creati nelle strutture, se ne era già al corrente.

Visto che ormai la campagna a favore degli sgravi fiscali per milionari e grandi imprese si è conclusa, cogliamo l’occasione per chiedere chiarimenti anche su altri aspetti relativi alle strutture di accoglienza su cui mancano informazioni e che non figurano in nessuna modifica di legge. Nell’intervista l’on. Beltraminelli ribadisce che il finanziamento massimo agli asili nido e altre strutture passerà dall’attuale 50% al 66%. Ci si chiede quindi come sia possibile che con i soldi pubblici vengano finanziate strutture che retribuiscono salari vergognosi. Il fatto che il sussidio da parte dello Stato avvenga attraverso la concessione di un contributo fisso e non con un contratto di prestazione come affermato lo scorso 20 novembre in aula dall’on. Bertoli rispondendo a un’interpellanza (Mozione CCL: a che punto siamo) non giustifica che soldi pubblici servano a favorire il dumping.

Per altro i minimi salariali fissati nelle direttive “Direttive sull’aliquota di sussidiamento, sui costi riconosciuti, sul tasso di occupazione dei nidi dell’infanzia e sul contributo alle famiglie” del 7 luglio 2017 e in vigore dal 1° gennaio di quest’anno dovrebbero favorire “lo sviluppo della qualità della presa a carico grazie all’impiego di profili adeguatamente formati e retribuiti” ma sembra invece che vogliano favorire l’assunzione di personale a basso costo.
Infatti il contributo fisso da quest’anno è stato portato al 43% per le strutture che rispettano i seguenti minimi salariali:
– 49’122 fr. annui (3’778 fr. mensili) per un responsabile/direttore di una struttura
– 43’243 fr annui (3’325 fr. mensili) per il personale formato
– 37’777 fr annui (2’905 fr. mensili) per il personale senza formazione

Chi non rispetta invece questi già magri salari riceve comunque un contribuito fisso del 40% dei costi di personale.

Nell’intervista alla RSI l’on. Beltraminelli afferma inoltre che per quanto riguarda le rette che “si lavorerà su due fronti”: sia l’aiuto individuale alle famiglie che fanno più fatica sia sul livello complessivo delle rette con contributi più consistenti a chi offre rette più basse. Non viene però specificato quali sarebbero “le famiglie che fanno più fatica” né l’entità della riduzione delle rette.

Chiediamo pertanto al Lodevole Consiglio di Stato:

1. Come mai non si è parlato di questo credito prima e non c’è nessun accenno nel Messaggio riguardante la riforma fiscale?

2. Su cosa si basa la valutazione di “3-4 milioni”? Esistono già progetti concreti?

3. Con la legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, in vigore dal 1° febbraio 2003, la Confederazione ha messo a disposizione oltre 408 milioni per la creazione di 54’000 nuovi posti di custodia. Dal bilancio pubblicato in febbraio risulta che il Ticino ha creato meno posti nelle strutture di accoglienza (2,6%) rispetto alla popolazione fra gli 0 e il 15 anni (3,8%) (vedi allegati). Come mai?

4. La valutazione dei possibili posti creati in futuro si basa sulle esperienze fatte in passato con il programma di sussidi federali?

5. Visto che una parte dei sussidi federali servirà ad abbassare le rette e l’altra a creare strutture di accoglienza “destinata ai genitori con orari di lavoro irregolari o impegni professionali variabili” (2) quanti fondi prevede di ricevere il cantone per l’uno e per l’altro di questi due obbiettivi a cui è destinato il credito federale?

6. Visto che una parte dei sussidi federali servirà a creare strutture di accoglienza “destinata ai genitori con orari di lavoro irregolari o impegni professionali variabili” è previsto di legare questi sussidi all’adozione di un CCL che protegga il personale dallo sfruttamento?

7. ll Consiglio di Stato ha intenzione di adattare i minimi salariali per il personale delle strutture di accoglienza visto che aumenteranno i sussidi alle strutture o ritiene che 3’326 franchi lordi al mese per il personale formato siano sufficienti?

8. Il Consiglio di Stato ha intenzione di concludere un mandato di prestazioni con le strutture di accoglienza o continuerà a finanziarle con un contributo fisso?

9. Cosa si intende per “famiglie in difficoltà” quando si parla di riduzione delle rette? Sono le famiglie che ricevono sussidi complementari? Se sì, le 811 famiglie di disoccupati e sottoccupati che hanno perso gli assegni AFI/API con il pacchetto di “riequilibrio delle finanze” del 2016 potranno beneficiarne?

10. In che misura diminuiranno le rette per le altre famiglie? Quanto sarà il contributo federale a questo abbassamento

11. Nel rapporto della Commissione speciale tributaria sul messaggio 15 settembre 2017 concernente la Riforma cantonale fiscale e sociale figura questa tabella:

12. I sussidi per le strutture aumenteranno, quindi verosimilmente anche il numero di bambini accolti, mentre quello per l’abbassamento rimane invariato (e questa è l’unico riferimento all’abbassamento delle rette). Chi verrà privilegiato per l’abbassamento delle rette se il numero di bambini ospitati aumenterà e il contributo non sarà sufficiente per tutti i genitori?

13. A chi sarà affidato il mandato per la “sensibilizzazione delle aziende”?

14. A chi sarà affidato il mandato per il progetto Family friendly e family score”?

15. I sussidi federali ai consultori per le donne sono state ridotti progressivamente prima del 25% e quest’anno del 50%. Chi versa il mancante 50% quest’anno?

Interrogazione del Deputato MPS Matteo Pronzini del 4 maggio 2018.

Note:
1) https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dopo-il-fisco-la-socialit%C3%A0-10419434.html
2) Legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia
Modifica del 16 giugno 2017

Répartition des nouvelles places par 100’000 enfants (0-15 ans) selon les cantons