martedì, ottobre 23

Servizio di Teleticino del 4.6.2018: “Rimborsi, tempo di perizie giuridiche”

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Alla Commissione della Gestione e delle Finanze

Signor Presidente, signore e signori commissari,

vi scrivo a in proposito del servizio in oggetto, andato in onda su Teleticino durante il TG di lunedì scorso.

Anzitutto non posso che esprimere il mio sconcerto per il fatto che qualcuno o qualcuna si sia permesso (o permessa) di divulgare ai media, totalmente o parzialmente, il contenuto di un parere giuridico che sarebbe giunto, di recente, alla vostra Commissione sulla questione della pretesa di risarcimento, da me presentata al Gran Consiglio l’8.2.2018, in relazione ai versamenti suppostamente indebiti (indennità e “diritti di carica”) corrisposti ai Consiglieri di Stato e al Cancelliere (vicenda alla quale la stampa ha accollato l’appellativo di “rimborsopoli”).

Mi permetto di ricordare che, lo scorso mese di marzo, avevo formalmente chiesto all’allora presidente della Commissione della Gestione di poter aver accesso a una perizia, la cui esistenza era stata divulgata dai media, che avrebbero allestito congiuntamente il segretario generale e il consulente giuridico del Gran Consiglio sul tema che qui ci occupa. Richiesta alla quale, vergognosamente, la vostra Commissione non ha ritenuto di dare alcun seguito. Non so se il servizio di Teleticino faccia riferimento a quello stesso parere o a un’ulteriore perizia, così come ignoro, nella seconda ipotesi, chi siano gli autori di quest’ultima.

Ad ogni buon conto tengo però ad attirare la vostra attenzione su due punti che reputo essenziali e che chiedo siano considerati come complementi al mio esposto dell’8.2.2018, e quindi parti integranti dello stesso.

1) Sorprende che, facendo riferimento al recente parere giuridico, il servizio non abbiano menzionato, tra quelle soggette a rimborso, le prestazioni corrisposte ai Consiglieri di Stato e al Cancelliere al termine del loro mandato, ma si siano limitati a menzionare il rimborso forfettario di 300 fr. per spese telefoniche.

Oso sperare che nei pareri in possesso della vostra Commissione siano stati approfonditi adeguatamente i vari aspetti della pretesa di risarcimento e non siano stati volutamente ignorati elementi potenzialmente problematici. A scanso di equivoci, ribadisco la portata generale della pretesa di risarcimento da me presentata, la quale riguarda tutto quanto indebitamente percepito, sotto forma di forfait per rimborsi spese (in particolare quelli mai approvati dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio o corrisposti prima della loro approvazione nel mese di dicembre 2011), mensilità supplementari e doni a fine mandato, nonché rimborsi o pagamenti effettuati a parte benché attinenti a voci di spesa già coperte dal forfait di 15’000 CHF approvato dell’Ufficio presidenziale. Sottolineo che la trattazione dell’ultimo punto indicato richiede, con ogni evidenza, verifiche ed approfondimenti che il sottoscritto non è in grado di svolgere, non avendo accesso ai relativi dati contabili, ma che la vostra Commissione ha la facoltà e il dovere di effettuare al fine di preavvisare, in modo pertinente e completo, l’atto parlamentare a essa demandato.

2) Per quanto concerne specificatamente i doni a fine mandato, constato come finora i più abbiano puntato il dito contro gli ex Consiglieri che, stando a quanto affermato davanti al Gran Consiglio dall’allora vicepresidente del Consiglio di Stato, avrebbero chiesto il versamento di un “dono” in denaro di 10’000 fr.; atteggiamento non solo “poco elegante”, ma semplicemente inqualificabile a giudizio di chi scrive. Tuttavia, come disse qualcuno sicuramente più furbo di me, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Con questo intendo dire che, per fugare ogni possibile dubbio e per evitare inutili maldicenze, risulta indispensabile che la vostra Commissione, ai fini dell’evasione del mio atto parlamentare, esiga che le venga prodotta una lista dettagliata delle opere d’arte o di altri oggetti di valore che ex Consiglieri di Stato o ex Cancellieri hanno “portato via”, a titolo di “doni”, alla scadenza del proprio mandato.

Si presume che la Cancelleria dello Stato e/o il Museo Cantonale d’Arte dispongano di tutte le informazioni al riguardo. Il Museo Cantonale d’Arte dovrebbe anche essere in grado di fornire una stima del valore delle opere d’arte e di altri eventuali oggetti asportati, fornendo – quando esistenti – le relative quotazioni; in caso di bisogno, occorrerà sollecitare il parere di esperti esterni e, soprattutto, indipendenti.

Certo che il presente scritto riceverà la dovuta attenzione da parte della vostra Commissione, porgo distinti saluti.

Per MPS Matteo Pronzini