lunedì, dicembre 10

Il cappotto si avvicina: l’MPS marca un nuovo punto (4 a 0)

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I giornali hanno dato notizia questa mattina della decisione dell’ex-cancelliere di Stato, Gianella, di restituire due mesi di stipendio incassati indebitamente alla fine del proprio mandato. Decisione saggio, seppur tardiva.

Questa situazione era stata denunciata da una serie di interventi parlamentari dal deputato dell’MPS Matteo Pronzini, sempre nell’ambito delle denunce sui privilegi illegali del Consiglio di Stato.

Resta aperta, relativamente al Cancelliere di Stato, la questione dell’aumento salariale di cui ha beneficiato poco tempo prima del suo pensionamento. Il governo, rispondendo ad una interrogazione del deputato MPS, ha motivato quella decisione sulla base del famigerato articolo 7bis, quello che permette al governo di premiare funzionari particolarmente meritevoli.

Ora quella risposta non corrisponde alla verità. Prova ne sia che il governo, sollecitato dal deputato MPS, rifiuta di consegnare la risoluzione sulla base della quale quel cospicuo aumento (che poi andò a far lievitare la pensione del Cancelliere) venne deciso. Il governo quindi non la racconta giusta. Può, se lo vuole, denunciarci: ma sappia che dovrà esibire quella risoluzione.

Naturalmente tutto questo verrà etichettato come “politichetta”: quando il governo decide di tagliare le pensioni dei dipendenti cantonali (o di modificarne la scala salariale) quella è “vera” politica; quando invece si denunciano privilegi pensionistici e salariali di quello stesso governo, allora quella è politichetta.

Intanto aggiorniamo il risultato: la nave del governo sta moralmente affondando e la partita tra MPS e governo sta assumendo risultati tennistici.

E il bello deve ancora venire!