domenica, ottobre 21

Le mamme che lavorano negano l’affetto ai figli?

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Sull’opuscolo che la città distribuisce ai genitori della scuola dell’infanzia e elementare al capitolo Servizi/mense si può leggere quanto segue: “come principio fondamentale va rilevata l’importanza che ogni bambino possa di regola rientrare a casa a pranzo così da ritrovare i propri affetti. Il servizio della mensa si prefigge di offrire un contributo ai genitori che, per importanti motivi, non hanno la possibilità di accogliere i propri figli”.

Ci sembrano affermazioni decisamente poco aderenti al contesto attuale nel quale, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano e hanno quindi sempre più spesso l’esigenza di poter usufruire di servizi mensa o altri sostegni (famiglie diurne, nonni, etc.) per poter conciliare lavoro e famiglia. Un’affermazione, quella contenuta nell’opuscolo ufficiale della scuola, che tende inoltre a colpevolizzare quelle donne che lavorano e che quindi, sottointeso ma nemmeno poi tanto,
non possono stare a casa a dare affetto ai loro figli.

A tutto ciò si aggiunge un altro elemento, a nostro modo di vedere grave dal punto di vista pedagogico: ci sembra anche che un’affermazione del genere tenda a sottovalutare il ruolo, educativo e di socializzazione, che hanno i servizi sociali scolastici e parascolastici. Riteniamo infatti che un servizio mensa possa essere un luogo dove i bambini trovano ascolto, cura e attenzione al loro bisogno, dove si confrontano con altri bambini e dove, magari, imparano anche a mangiare cose nuove. Diventa infatti difficile capire perché alla scuola dell’infanzia la refezione sia obbligatoria, mentre i bambini delle elementari debbano rientrare a casa per “ritrovare i propri affetti”.

Alla luce di quanto sopra chiediamo al Municipio:

1. Non ritiene fuori luogo, e anche poco attuale, l’affermazione alla quale abbiamo fatto riferimento contenuta nell’opuscolo per i genitori?

2. Cosa intende fare per evitare che simili affermazioni continuino ad apparire sul materiale ufficiale del comune veicolando una cultura antiquata e irrispettosa dei bisogni delle famiglie e delle donne?

*Interpellanza al Municipio di Bellinzona delle Consigliere comunali Mps-Pop-Indipendenti Angelica Lepori e Monica Soldini

Bellinzona 9 ottobre 2018