giovedì, giugno 20

L’8 non lavoro, lotto!

0

Diverse venditrici hanno contattato il Collettivo “Io l’8 ogni giorno – Verso lo sciopero femminista”. Le condizioni di lavoro in questo settore stanno sempre più peggiorando. Il periodo pre-natalizio rappresenta per molte di loro un periodo di stress particolarmente intenso. Per questo motivo abbiamo deciso di scendere in piazza oggi in centro a Lugano per dimostrare la nostra solidarietà alle venditrici.

Con l’avvicinarsi del Natale tornano anche le aperture domenicali e festive dei grandi magazzini. Le domeniche di aperture prenatalizie saranno 3, alle quali si aggiungono l’8 e il 24 dicembre. Una consuetudine che sembra ormai passare inosservata, concordata tra le parti sociali, associazioni padronali e sindacati, senza tener conto delle esigenze del personale.

Personale, composto in prevalenza da donne, che già lavora in un settore nel quale regnano salari bassi, orari di lavoro irregolari, ritmi intensi e contratti precari. Personale al quale, in nome della soddisfazione del cliente e del consumismo sfrenato, si chiede di lavorare il sabato e la domenica sacrificando il tempo per la famiglia e la vita sociale.

Donne che sul posto di lavoro sono spesso costrette a subire molestie e ricatti di ogni tipo, che dopo una giornata di lavoro devono anche sobbarcarsi l’onere del lavoro domestico e di cura, costrette a fare i salti mortali per arrivare dappertutto.

Un sacrifico che arricchisce unicamente i grandi magazzini e non favorisce lo sviluppo dell’economia cantonale, mettendo di fatto in ginocchio i piccoli commercianti.

Noi crediamo che sia giunto il momento di dire basta. Questa situazione è ingiusta e intollerabile. Ci batteremo per migliorare le condizioni di lavoro delle commesse e per porre un freno alla deregolamentazione degli orari di apertura dei negozi.

Il prossimo 14 giugno in tutta Svizzera le donne incroceranno le braccia. Sarà uno sciopero contro le mille discriminazioni che ci colpiscono. Sarà uno sciopero del lavoro produttivo, del lavoro domestico e di cura e uno sciopero del consumo.

Vogliamo più tempo per le nostre vite!

 

Share This