domenica, marzo 24

“Frontalieri? Piuttosto confrontiamoci con chi tra i nostri non paga il giusto”

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Pubblichiamo qui di seguito l’intervista di Ticinonews alla candidata per il Consiglio di Stato nella lista MPS-POP-Indipendenti, Simona Arigoni Zuercher.

Simona Arigoni Zuercher è stata la candidata al Consiglio di Stato che ha presentato le rivendicazioni ecologiste della lista MPS-POP-Indipendenti, che correrà in solitaria alla prossime elezioni cantonali dopo il ‘divorzio’ con il PC.

Originaria di Lugano, 12 anni fa Simona ha deciso di trasferirsi a Balerna, in un territorio, quello del Mendrisiotto, flagellato dagli alti livelli delle polveri fini. Dagli striscioni “Speriamo che piovi” alla corsa al Governo, per la 51enne è l’occasione per farsi portavoce dei cittadini che “ne hanno pieni i polmoni”. Insieme ad altri attivisti ecologisti ha organizzato un “funerale” ad hoc per la morte del Pozzo Polenta, inquinato da idrocarburi, che ancora non ha trovato colpevoli.

Ticinonews l’ha contattata per sapere cosa la ha spinta a buttarsi in questa nuova sfida politica (dopo anni di militanza nei Verdi) e quali sono i suoi cavalli di battaglia.

Come mai ha deciso di candidarsi?

Mi ero presa una pausa dalla politica attiva (ho militato nei Verdi per alcuni anni, gli ultimi a livello cantonale, per poi tornare alla parte comunale). Mi sono poi coinvolta in un collettivo che mi ha ridato carica e voglia di partecipazione e da lì mi è stata chiesta la collaborazione con il Movimento per il Socialismo. Mi è sembrato un processo naturale, non ho mai nascosto il mio forte attaccamento verso una politica che voleva giustizia sociale oltre che la salvaguardia dell’ambiente.

Quali sono i temi che vorrebbe portare avanti nella prossima legislatura?

Oltre che i temi ambientali, come detto, è necessario che la politica si assuma finalmente le sue responsabilità nei confronti di chi non trova più lavoro, in Ticino, o se lo trova è così mal pagato da essere costretto a richiedere aiuti sociali per poter arrivare a fine mese. I costi della vita, qui, non sono così bassi rispetto al resto della Svizzera (pensiamo agli affitti, alla cassa malati che costa come a Zurigo, ai supermercati che offrono gli stessi prezzi che altrove) mentre i salari sono nettamente inferiori (parliamo di una media di 1’000 franchi al mese in meno, paragonati ai nostri vicini svizzeri tedeschi o francesi ma si può arrivare fino al 47% in meno!). Ecco, anziché fingere che i danni più grandi li fa la vicina Penisola con il suo inquinamento e che i frontalieri ci vengono a rubare il lavoro, direi di confrontarci con chi, tra i nostri, il lavoro non lo vuole offrire con degna retribuzione.

Ci sono persone o movimenti ai quali lei si ispira o che prende come modello?

Mi piacerebbe vedere ancora nascere una forma di solidarietà sociale, di coinvolgimento generale che possa portare a un cambiamento, necessario, di questo sistema: così non andremo lontani: sono molto preoccupata per il nostro futuro, sia a livello locale, che internazionale. In questo senso i movimenti femministi che sono “rinati” negli utlimi tempi un po’ ovunque, hanno dimostrato che la vera forza sta proprio nella partecipazione e nella condivisione di ideali e intenti, lottando contro l’ingiustizia e prendendosi lo spazio necessario per poterlo fare. Anche gli ultimi scioperi studenteschi per rivendicazioni ambientali sono di buonissimo auspicio e spero possano smuovere le cose. Tutto il mio rispetto!

Quali sono secondo lei le priorità del nostro Cantone?

Come detto prima, l’inquinamento (sotto ogni forma: terra, acqua, aria) è la mia priorità: il riscaldamento globale sta già portando grandi disastri ovunque e presto sarà catastrofe. La qualità di vita (oltre che la speranza di vita…) ne risente. Avere le arterie autostradali e stradali intasate quotidianamente porta danni sia fisici che stress, questo deve assolutamente essere una priorità: il benessere dei cittadini, la loro salute. Naturalmente dobbiamo batterci affinché i salari ritornino ad essere sufficientemente alti da poterci permettere una vita dignitosa e il problema del dumping che vede sfruttare sempre più le persone (e i dirigenti di aziende che possono, in tutta tranquillità, permettersi di pagare salari da fame) sia veramente affrontato. Peccato davvero che una delle tante proposte fatte dall’mps (l’iniziativa contro il dumping) sia stata bocciata dal Parlamento in primis (che ha proposto un controprogetto) questo spiega molto bene che chi ha le redini del parlamento non si rende conto (o non vuole rendersi conto) che la situazione in Ticino è grave!

Parlamento di milizia: la maggioranza dei deputati esercita un’attività lavorativa parallela al mandato parlamentare. Un sistema da abolire o preservare?

Sono contraria a una politica fatta di politici di professione, questo allontanerebbe ancora di più il politico dalla realtà. Ma attenzione: basta politici in consigli di amministrazione che, come dimostra anche il parlamento a Berna, risponde solo ai bisogni delle lobby delle aziende private e non ai reali e oggettivi bisogni della popolazione. Occorre tuttavia trovare un sistema per poter aiutare quei politici che non hanno la fortuna di avere impieghi elastici e quindi devono prendersi giornate libere per poter seguire le sessioni parlamentari.

Quest’anno è nato il movimento per più donne in politica. Secondo lei ci vuole davvero più rappresentanza femminile in Parlamento?

Secondo me conta la qualità più che la quantità (lo dimostra Matteo Pronzini che, da solo, è riuscito a portare alla luce tanti problemi e tante tematiche). Detto ciò è vero che per le donne risulta ancora più difficile avvicinarsi alla politica poiché ancora inscatolate nella vecchia gerarchia sociale e patriarcale: le donne devono occuparsi di tutto, dai figli ai genitori anziani, dal lavoro retribuito a quello non retribuito insomma. E ancora non se ne vede una via di uscita: ben vengano i veri movimenti femministi, dunque, ma che lottino veramente per le priorità di chi è più in basso nella scala sociale.

… e più opposizione invece?

Sempre! E’giusto avere un occhio critico su chi governa, anche se fosse un governo progressista, come vorrei io.

Degli attuali parlamentari, c’è qualcuno che boccia e qualcuno che “promuove”?

Ho cercato di seguire le attività parlamentari, quando possibile anche in streaming. Le posso dire che Matteo Pronzini è stato di gran lunga più convincente e deciso di tutti gli altri 89. Tanti mi hanno proprio deluso, non proponendo mai nulla e mai partecipando ai dibattiti in aula. Al di fuori delle sedute, chi ha preso posizione contro la malagestione politica, l’ingiustizia sociale e il fraudolento tentativo di insabbiamento di alcune questioni importanti, ha avuto il mio “mi piace”…

Perché i cittadini dovrebbero eleggerla?

Chi pensa che il sistema stia per collassare e che le persone umili e indifese sono e saranno sempre i primi a pagare ingiustamente, dovrebbe fare un tentativo per cercare di cambiare. Vorrei almeno tentare di convincere persone che ormai non pensano che votare faccia la differenza: la fa, eccome! Il senso del dovere e di responsabilità mi è stato trasmesso dai miei familiari e ne ho fatto discreto tesoro.

Quanto spenderà per la sua campagna elettorale?

Penso la cifra si avvicinerà alle centinaia di franchi: niente santini (non è il mio stile, proprio) e niente risottata offerta: non sono tra quelli che cattura voti offrendo tarallucci e vino. Faccio il possibile per parlare di come stanno le cose e cerco di convincere il maggior numero di persone ad andare a votare, almeno quello!

Un tema a lei molto caro è quello dell’ecologia. Com’è la situazione nel Mendrisiotto e cosa si dovrebbe fare per migliorarla?

Tutto è collegato: l’inquinamento e il lavoro, per esempio. Monitorando tutte le risorse naturali (vedi pozzi d’acqua, ormai a rischio purtroppo), e, ribadisco, mettendo al primo posto l’essere umano e i suoi reali bisogni. Basta con la politica del libero mercato, che fa in modo di inculcarci finti valori e finte necessità. L’economia sta trascinando verso il baratro tutto quello che rimane di sano e buono, e l’ambiente devastato ne è una prova.

Sul banco degli imputati c’è ovviamente il traffico. Recentemente si è ventilata l’ipotesi di realizzare la terza corsia in direzione sud e nord per scongiurare il collasso della rete autostradale. Come giudica questo progetto?

Spero sia chiaro un concetto: più strade, più traffico. Mi sembra un’equazione molto semplice. Quello che si toglie ampliando le corsie autostradali, finisce poi comunque alle entrate principali delle città. Quindi: potenziare il trasporto pubblico anziché potenziare le strade.

Responsabilità sociale delle imprese: possiamo fare meglio?

Direi decisamente di sì! Non si capisce perché dovrebbe essere accettato il fatto che vengano offerti salari infami per poi scoprire che le aziende distribuiscono dividendi milionari lasciando le briciole ai veri lavoratori. Questo deve finire: la ripartizione delle ricchezze (a livello locale e mondiale) sta facendo scomparire la classe media e riduce fortemente il potere di acquisto di una gran fetta di popolazione. Lo dice pure il Fondo Monetario Internazionale (non proprio un’organizzazione marxista…): di questo passo l’economia crollerà del tutto. Naturalmente le imprese devono assumersi anche le responsabilità ambientali: se inquini paghi di più! Siamo arrivati a un punto di non ritorno: adesso o mai più.

Lei ha due occupazioni: all’Associazione svizzera degli inquilini e al Biblio Café Tra l’altro, di Lugano, che lo scorso 7 giugno era stato controllato da una decine di pattuglie della Polizia comunale. Le critiche non sono certo mancate e alla luce della revisione della Legge sulla polizia, recentemente approvata dal Gran Consiglio, sono in molti a temere un eccessivo potere da parte delle forze dell’ordine. È d’accordo?

Sono d’accordo con le critiche, certo! Questa nuova legge ha ancora troppi buchi giuridici e non permette di fare una vera prevenzione sociale ma prevede solo misure repressive. Insomma, più potere alla polizia anziché, per esempio, inasprire le leggi già in vigore in caso di veri e appurati reati (anche gravi). Inoltre credo possa essere pericoloso in quanto, notizie degli ultimi mesi, se un poliziotto che inneggia al nazismo viene promosso dopo aver “scontato” una pena pecuniaria e sospesa, volesse fare accertamenti su cittadini che magari sono all’opposto del suo “credo politico…”, chi può garantire che non sia accanimento politico?
Quanto all’intervento nel locale dove lavoro a tempo parziale…decisamente spropositato e ingiusto, che ha tenuto 60 persone in stallo per due ore. Erano famiglie e gruppi di amici che stavano gustando una grigliata nelle prime giornate di bel tempo. Mi sembrava di essere ai tempi del proibizionismo, con retate nei locali. Un gran dispiego di poliziotti per un controllo inutile: siamo stati multati per aver portato in terrazza poche sedie dall’interno. In città invece sembra che la libertà di azione per alcuni locali sia molto più ampia… Due pesi e due misure…

 

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