domenica, marzo 24

Reparti AMI: Revocare con effetto immediato la fatturazione ai degenti della partecipazione di 30 franchi giornalieri

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La lettura della sentenza del TAF dello scorso 25 febbraio 2019 boccia senza possibilità d’appello l’intervento politico in ambito ospedaliero da parte del CdS. Una bocciatura che va al di là della pianificazione ospedaliera abbracciando anche la passività e l’assenza dei controlli.

Durante tutta la discussione parlamentare sulla pianificazione ospedaliera il Consiglio di Stato ha fatto proprio e difeso fino all’inverosimile, solo contro tutti, la posizione delle casse malati secondo cui i famosi reparti AMI dovevano essere parificati alle case di cure (case anziani) e non agli istituti somatico-acuti. In termini tecnici capoverso 3 (case di cure) e non capoverso 1 (istituti somatici-acuti) dell’articolo 39 della LaMal.

Questa intransigenza del CdS nel voler considerare i reparti AMI come delle case anziani si spinse oltre il buon senso. A poche ore dal dibattito parlamentare il direttore della divisione salute del DSS, Paolo Bianchi, “passò” a tre deputati, il leghista Michele Foletti, il liberale Nicola Pini ed il pipidino Lorenzo Jelmini un emendamento sul tema. Anche grazie al voltafaccia del gruppo leghista, incitato da Paolo Sanvido che poche settimane prima era stato nominato nel consiglio d’amministrazione dell’EOC, e dall’astensione del relatore di maggioranza, illiberale Bixio Caprara, il Parlamento si piego alla volontà del Consiglio di Stato. Imponendo tra le altre cose una partecipazione di 30 franchi al giorno ai degenti nelle strutture AMI.

Un brutto pasticcio causato da un mix di incompetenza, subordinazione alle casse malati, arroganza che il TAF nella sua sentenza così definisce: “questo Tribunale ritiene, come rilevato dall’UFAS, che l’autorità cantonale incorre in un amalgama, per quanto attiene alla determinazione del fabbisogno dei reparti acuti a minor intensità (ma anche dal profilo della fatturazione), di elementi relativi agli istituti somatico-acuti con questi della case di cura… è chiaro che la forma ibrida che costituiscono i reparti acuti di minor intensità come prevista dalla legislazione cantonale viola il diritto federale.”

Alla luce di queste considerazioni con la presente mozione chiedo che il Consiglio di Stato intervenga nei confronti di tutti gli operatori affinché si revochi con effetto immediato la fatturazione ai degenti nelle strutture AMI della partecipazione giornaliera di 30 franchi.

*Mozione del Deputato MPS Matteo Pronzini del 13 marzo 2019.

 

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