martedì, agosto 20

Processo per contagio da epatite C: un’ulteriore conferma che l’EOC merita dei dirigenti di ben altra caratura!

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Il processo bis all’EOC in relazione al caso di contagio da epatite C che si sta svolgendo davanti alla Pretura Penale ed in particolare l’atteggiamento assunto dall’Ente per il tramite dei suoi legali conferma, una volta di più, che gli attuali dirigenti non meritano di ricoprire tali cariche.

Nel dicembre 2013 tre pazienti ricoverati al Civico furono contagiati durante una trasfusionedi sangue. A seguito di ciò, nel 2016, si è svolto un primo processo concluso con la condanna dell’EOC per lesioni colpose gravi ed il pagamento di una multa di 60’000 franchi. A seguito dell’annullamento della sentenza da parte della Corte dei reclami penali il caso è ritornato davanti alla Pretura Penale.

Con il solito comportamento poco autorevole e di bassa caratura, che caratterizza l’attuale Consiglio di Amministrazione, la strategia adottata dall’EOC in questo secondo processo è da biasimare e si può riassumere nella frase pronunciata dal procuratore Moreno Capella: “Vogliono evitare che si arrivi alla sentenza”.

In un primo momento l’EOC ha richiesto l’abbandono dell’intero procedimento penale sostenendo che lo stesso sia prescritto; successivamente la ricusa del giudice Siro Quadri.

Questo atteggiamento ci spinge a chiedere al CdS:

1. Se condivide la nostra valutazione che il comportamento tenuto dall’EOC in sede processurale, chiedendo l’annullamento del processo e la ricusa del giudice Siro Quadri, sia poco rispettoso e consono ad un’istituzione pubblica?

2. Se condivide che questo atteggiamento sia una mancanza di rispetto verso le vittime che hanno contratto l’epatite C?

3. Quanto è costato fino ad ora l’onorario dell’avvocato Molo?

4. Se in occasione dell’imminente rinnovo del consiglio d’amministrazione dell’EOC proporrà al Gran Consiglio delle personalità con una ben’altra caratura degli attuali?

Dagli articoli di cronaca del processo abbiamo potuto leggere che il legale dell’EOC ha segnalato che: “il medico cantonale non ha dato alcuna direttiva all’Eoc, dopo i fatti, e non ha obbligato l’Eoc a tracciare le prese venose” (La Regione 11 luglio 2019).

Questa affermazione se veritiera confermerebbe, ancora una volta, le negligenze del medico cantonale.

Chiediamo dunque al CdS:

5. Quanto affermato dal legale dell’EOC corrisponde al vero?

6. Cosa è stato intrapreso dal medico cantonale dopo l’errore del 2013? Quali provvedimenti sono stati intrapresi? I provvedimenti sono stati trasformati in articoli di legge o di regolamenti?

 

* InterrogazionePer il gruppo MPS-POP-Indipendenti, Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori.

 

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