Non è finita la vicenda sui rimborsi e le indennità del Consiglio di Stato

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Stando ad una notizia apparsa sull’edizione odierna de La Regione, il procuratore Generale John Noseda, avrebbe riaperto l’incarto sulla questione dei rimborsi e dell’indennità al Consiglio di Stato. Lo avrebbe fatto sulla base di “nuovo materiale” che, verosimilmente aggiungiamo noi, metterebbe in discussione la versione sempre fornita dai rappresentanti, attuali e passati del governo: e cioè che si erano attribuiti una serie di indennità e rimborsi (per i quali non esiste la base legale) senza saperlo, cioè firmando delle decisioni che non avrebbero letto né conosciuto.

Il Procuratore Generale, in mancanza di riscontri oggettivi, aveva dovuto credere a questa versione e aveva elaborato un decreto di abbandono che il Parlamento, mercoledì scorso, ha accolto senza valersi del diritto di interporre ricorso. Posizione invece sostenuta dall’MPS (contrari tutti gli altri partiti) e che ha raccolto solo 7 voti.

Avevamo spiegato che era difficile credere alla versione del Consiglio di Stato; ed ecco che, puntualmente e sulla base di nuovo materiale, anche il Procuratore Generale sembrerebbe volerci vedere chiaro.

Ancora una volta i partiti di governo hanno dato un pessimo spettacolo, inchinandosi di fronte al governo, mostrando sudditanza e pusillanimità, venendo meno ai propri doveri di vigilanza.

Un segno evidente della crisi che vive, anche alle nostre latitudini, la democrazia liberale, malata di un capitalismo sempre più distruttivo.

*Presa di posizione dell’MPS all’attenzione dei media cantonali

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