Il risanamento della cassa pensione sulle spalle dei dipendenti

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Municipio, partiti maggiori e “sindacati” tradiscono i lavoratori e le lavoratrici della città di Bellinzona.
Qualche giorno fa vi avevamo trasmesso una interrogazione delle consigliere comunali della lista MPS-POP-Indipendenti relativa alla Cassa pensione dei dipendenti del comune di Bellinzona. In quella interrogazione esprimevamo tutte le nostre preoccupazioni per il futuro pensionistico dei dipendenti della nuova città di Bellinzona, alle prese con un passaggio – dalla vecchia alla nuova cassa pensione – avvenuto nel peggiore dei modi.
Ricordiamo che, fin dalla scorsa estate, ci eravamo opposti a questo passaggio e ai modi nei quali era stato in tutta fretta imposto, denunciando quello che adesso sta avvenendo. Tutto questo dopo che si proceduto alla liquidazione dei fondi di pensionamento anticipato di Bellinzona e Giubiasco e dopo le decisioni del Consiglio Comunale senza che ai dipendenti fossero state date le necessarie informazioni in merito al costo finanziario dell’intera operazione e senza sapere quale fosse il piano assicurativo per i dipendenti.
Ora i nodi vengono al pettine. E a confermarlo è un volantino che tutti i dipendenti hanno ricevuto (dal FUD dei “sindacati” OCST e VPOD).
In questo volantino si conferma che la differenza di grado di copertura tra la vecchia e la nuova cassa pensione (dal 103% al 116% per un importo complessivo di circa 18 milioni) sarà completamente a carico dei dipendenti. Essa avverrà attraverso un interesse praticamente quasi nullo sugli averi di vecchiaia. Infatti, partendo da un tasso tecnico del 2,5% ai dipendenti viene corrisposto un 1% di interesse sugli averi di vecchiaia (2018). Ora, questo importo verrà diminuito del 60% per quest’anno e per i prossimi 10. IN poche parole per i prossimi dieci anni gli averi di vecchiaia (a partire dai quali poi si calcolano le rendite) marceranno praticamente sul posto.
Ma la cosa non finisce qui, non potrà che peggiorare. È evidente a tutti (meno a quelli che si proclamano “rappresentanti” dei lavoratori) che sia il tasso tecnico di remunerazione che quello effettivo (cioè il 2,5% e l’1% di cui si parla nel volantino) sono destinati a scendere. Ci sta pensando la cassa pensione del Cantone, lo stanno facendo tutte le maggiori casse pensioni. Diminuiranno quindi anche i rendimenti reali e non è quindi escluso che la situazione potrà solo peggiorare.
Non possiamo quindi che confermare la nostra opposizione ad una operazione fatta senza che i lavoratori abbiano potuto prendere coscienza, informati in modo veramente approfondito, delle conseguenze negative con le quali saranno confrontati.
Il Municipio, datore di lavoro, deve intervenire e trovare il modo di “compensare” questa situazione. Anche perché era stato promesso, in sede di aggregazione, che le condizioni di lavoro e di salario sarebbero state garantire. Ora la pensione altro non è che salario differito.
Ed è evidente che il Municipio (e i partiti che lo sostengono, che hanno approvato tutti i passaggi della cassa pensione) hanno non solo mentito ai lavoratori del comune, ma stanno scaricando su di essi la loro totale incompetenza. Con l’ausilio di altri incompetenti: i cosiddetti “rappresentanti” sindacali!

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