Iniziativa parlamentare elaborata: modifica della Legge cantonale sugli assegni di famiglia

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Con al presente iniziativa si chiede al Gran Consiglio di modificare la Legge cantonale sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 come segue:

art. 3 (modifica)

Gli importi dell’assegno per figli e dell’assegno di formazione corrispondono agli importi minimi previsti dalla LAFam maggiorati di Fr. 100 mensili.

La presente iniziativa nasce dal dibattito innescato dalla cosiddetta riforma fiscale approvata dal gran Consiglio nel mese di dicembre 2017 e sulla quale il 29 aprile il popolo ticinese si esprimerà in seguito ad un referendum.

Nella conferenza stampa del governo a sostegno della riforma, così come in altri interventi pubblici è stato ribadito che uno degli stimoli fondamentali per “pensare” lo scambio riforma fiscale – “riforma sociale” sia stato l’accumularsi di fondi legati agli assegni per figli. Secondo il governo le eccedenze accumulatesi in questi fondi avrebbero dovuto, prima o poi, essere “ristornati” alle aziende: per questa ragione si sarebbe pensato a diminuire la percentuale di prelievo a carico dei datori di lavoro e trasferire la stessa percentuale in un altro fondo che dovrebbe finanziare le cosiddette misure sociali che accompagnano gli sgravi fiscali a grandi aziende e ricchi contribuenti.

Il nostro punto di vista è radicalmente diverso. Il fondo di compensazione per gli assegni familiari si è sviluppato per diverse ragioni, ma prima tra tutte sicuramente l’aumento della massa salariale versata in Ticino. Il numero dei salariati è cresciuto in modo importante negli ultimi anni passando in 10 anni (dal 2006 al 2016) da 188’000 occupati a 230’000 cioè con un aumento di oltre il 20%.

Il contributo versato dai datori di lavoro sulla massa salariale è un contributo ai salariati con figli a carico, una sorta quindi di maggiorazione del loro salario. Abbiamo già segnalato, nel corso della campagna in vista del voto del 29 aprile, che il passaggio di questo contributo ad un nuovo fondo sia politicamente inaccettabile (e, forse, anche giuridicamente discutibile): tecnicamente l’assegno famigliare è salario (prova ne sia che lo ricevono tutti i salariati con figli – indipendentemente dal loro statuto – svizzeri, immigrati, frontalieri, etc.). L’assegno per figli ha un valore universale e un carattere salariale e non assistenziale o sociale, contrariamente alla destinazione che viene fatta con il trasferimento.

Per questa ragione noi pensiamo che la risposta adeguata sarebbe stata (e continua ad essere ai nostri occhi) un aumento degli assegni per figli e degli assegni di formazione.

Questa esigenza naturalmente nasce da ragioni sociali più di fondo. Ricordiamo che La legge federale sugli assegni famigliari (che stabilisce l’importo minimo di Fr. 200 degli assegni per figli e di 250 per gli assegni di formazione) è entrata in vigore, nel nostro cantone, oltre dieci anni fa (2008). In quel momento la situazione ticinese veniva leggermente migliorata (l’assegno per figlio veniva aumentato di 13 fr. al mese). Da allora questa situazione non è cambiata.

Il Cantone non ha sfruttato gli spazi che la legge gli offre per migliorare sia l’assegno per figli che quello di formazione. Ricordiamo che altri Cantoni versano assegni per figli e assegni di formazione più generosi di quelli versati dal Cantone Ticino che si limita a quelli previsti dalla legge federale. Tra questi cantoni segnaliamo Berna, Nidwaldo, Grigioni, Zugo, Friburgo, Vallese, Neuchâtel, Giura, Ginevra e Vaud (quest’ultimo ha attuato uno “scambio” sgravi fiscali-misure sociali procedendo, tra le altre cose, ad un aumento del 30% degli assegni per figli e degli assegni di formazione).

Pensiamo che sia giunto il momento di andare in questa direzione e per questo proponiamo di introdurre un meccanismo che migliora in modo costante gli assegni per i salariati che lavorano in Ticino, indipendentemente dalla evoluzione degli importi fissati dalla legislazione federale.

Iniziativa parlamentare elaborata del Deputato MpS Matteo Pronzini depositata l’8 aprile 2018.

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