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La Banca Mondiale e il carbone di Eskom

Inquinamento e menzogne

di Eric De Ruest*

La manovra più attuale degli ideologi del capitalismo per tentare di rendere ecologici i loro discorsi non è passata inosservata. Siamo passati dalla febbre per il biglietto verde alla febbre verde. Oggi tutto è "green". Esteriormente, certo. Perché gratta gratta il leggero strato di vernice (verde naturalmente) che ricopre le informazioni, si scopre che vi è aria di imbroglio.
Negli attuali discorsi pubblicitari, un'auto che emette 95g di CO2 al chilometro sembra quasi un toccasana per la natura. Siccome la media dei chilometri percorsi si aggira sui 15'000 l'anno, questa emissione corrisponde quasi ad una tonnellata e mezza di CO2 l' anno. Vista in quest'ottica appare qualcosa di già meno "green". Senza contare che al momento della sua messa in vendita essa incorpora già tutta una trafila di estrazioni chimiche e petrolifere necessarie per costruire questo pseudo gioiello ecologico. Poiché il parco automobilistico belga è composto da quasi 5 milioni di auto familiari, ne scaturisce in media una quantità colossale di 7'125 000 tonnellate (sette milioni centoventicinque mila tonnellate) di CO2 l'anno. Mettendo semplicemente in evidenza queste cifre è forse possibile risvegliare la coscienza degli automobilisti incalliti? Sarebbe sicuramente un buon inizio per preservare la vita sulla terra; ma vediamo ora che cosa succede nel giro dei grandi.

Con un solo prestito la Banca mondiale consente emissioni tre volte superiori di CO2

Criticata da decenni per il suo orientamento neoliberale e neocoloniale, la Banca mondiale, che nei suoi statuti pretende di essere apolitica, veleggia sull'onda "green" e pretende di operare in difesa dell'ambiente (1). Ma le dichiarazioni di buona condotta non reggono di fronte ad un' analisi approfondita. Mentre devolve solo il 16% del suo portafoglio energetico alle energie rinnovabili (esclusi i grandi bacini), nel 2008 ha raddoppiato i suoi finanziamenti ai progetti fossili (2).
E sembra non voler cambiare di una virgola, nonostante le critiche internazionali e la massiccia contestazione andata in scena a Copenaghen. Essa si intestardisce a continuare a sostenere questi progetti distruttivi allo stesso modo in cui, in passato, si è accanita a portare avanti le politiche di austerità imposte al Sud, illustrati in dettaglio nell'ambito di quello che venne denominato il Consenso di Washington (un insieme di prescrizioni alle quali le classi dirigenti di ogni Paese, specialmente quelli in via di sviluppo, si sarebbero dovute attenere. NdT); prescrizioni più note a suo tempo con il termine di "piani di aggiustamento strutturale", oggi conosciute sotto la denominazione di iniziativa a favore dei paesi poveri fortemente indebitati (HIPC)
La Banca prevede di concedere un prestito di 3,75 miliardi di dollari alla compagnia elettrica pubblica Eskom Holdings Ltd in Sudafrica. Questa somma verrà concessa per tre progetti (3):
- 3.05 miliardi di dollari per la costruzione della centrale a carbone di Medupi che emetterà 25 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Questa centrale utilizzerà la tecnologia "pulita", denominata supercritica, che permette di ridurre la quantità di carbone utilizzata e dunque le emissioni di gas inquinanti. Per dirla semplicemente: viene utilizzata la peggior energia fossile, ma se ne mette un po' meno. Di cosa lamentarsi dunque?
- 260 milioni di dollari per progetti di energia rinnovabile, cioè solo l'8,5% della somma concessa al progetto per il carbone, ma giocando la carta verde.
- 485 milioni di dollari per materiali a basso consumo di energia fossile incluso un treno per trasportare carbone dalla miniera alla centrale.
Machiavellico! Vengono saccheggiate le risorse naturali di un paese per metterle a disposizione di multinazionali (come la Anglo American Corporation o anche la BHP Billiton) e lo si presenta come un progetto ecologico al servizio delle popolazioni locali.

Popolazioni doppiamente perdenti

Il costo dell'elettricità è ampiamente sopportato dalle popolazioni locali, dato che le 138 multinazionali con sede nella regione beneficiano di un prezzo molto ridotto. Queste multinazionali poi rimpatriano gli utili verso la loro casa-madre (collocata spesso nei paradisi fiscali come la City di Londra o il Lussemburgo) e in Sudafrica pagano imposte quasi nulle.
Oltre al prezzo del kwh, sulle popolazioni sudafricane peserà per molti decenni il rimborso del debito per questo progetto funesto, che porterà impoverimento e degrado delle condizioni di vita.
Poiché il progetto è concepito al servizio del settore industriale, la società pubblica Eskom ha già deciso di aumentare le tariffe per i nuclei famigliari, prevedendo di triplicarle tra il 2009 il 2012. Le popolazioni più povere rischiano così di non poter più avere accesso a questo servizio di base. Ecco come la Banca mondiale prende in considerazione la lotta contro la povertà!

Un movimento mondiale di resistenza contro il progetto Eskom

Senza queste multinazionali predatrici, non ci sarebbe bisogno di costruire nuove centrali in questa regione, in cui il potenziale di energia rinnovabile è assai vasto.
Occorre che la Banca mondiale si ritiri del gioco e lasci definitivamente il posto ai gruppi progressisti che vogliono dare il via a un quadro popolare internazionale che permetta di sopprimere la povertà e organizzare una gestione ecologica del pianeta.
Sono centinaia le associazioni e i/le cittadini/e del mondo intero ad aver iniziato un braccio di ferro per impedire questo progetto ormai obsoleto. Facciamo pressione sui governi e/o sugli amministratori/trici della Banca affinché non votino questo progetto letale.
La posta in gioco è enorme perché in caso di vittoria si aprirà una via nuova nelle decisioni su progetti che toccano tutta l'umanità presente e futura.

* articolo apparso il 23 marzo 2010 sul sito www.cadtm.org. La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione di Solidarietà.

1. vedi articolo: http://www.amisdelaterre.org/La-Ban...
2.vedi rapporto: http://www.amisdelaterre.org/IMG/pd..
3. http://www.siteresources.worldbank.org/..
4. omettiamo volutamente le altre polluzioni legate allo sfruttamento del carbone, come l'inquinamento da zolfo e da mercurio, e l'inquinamento dell'acqua, ecc.



 

 
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