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Processo Tobler-BancaStato, altro atto di pubblica ingiustitzia

Lo sporco gioco dei Balestra

di Sofia Ferrari

Ancora una volta riflettori puntati su BancaStato e le sue vicende di mala gestione. Ancora una volta il potere giudiziario ne difende i maggiori esponenti, prendendosela con i sottoposti. Come ha affermato l'avvocato del giovane Tobler, Brenno Canevascini, un'altra brutta pagina per la giustizia ticinese. E, aggiungiamo noi, una pagina che vede ancora protagonista la "coppia" Balestra che ormai potrebbero aprire un'azienda per l'estrazione e il trasposto di sabbia.

Ricordiamo la vicenda: ancora minorenne Hansrüedi Tobler eredita dal nonno la faraonica somma di 40 milioni di franchi; subito dopo la madre muore e lui rimane orfano; si propone subito come tutore il convivente della madre, cioè il piastrellista Italo Frignani, un uomo senza nessuna cultura e con pochissima intelligenza; la delegazione tutoria di Gordola gli affianca così un fiduciario come tutore patrimoniale; tuttavia l'Avv. Fabio Pedrazzini contesta questa decisione affermando che la tutela finanziaria è già assicurata dal direttore di BancaStato Locarno, Bruno Bianconi. Bruno Bianconi farà allestire un inventario falso per la delegazione tutoria omettendo di dichiarare 20 milioni di franchi (per questo sarà condannato in via definitiva).
Poi Bruno Bianconi va in pensione e guarda guarda chi gli succede? L'Avv. Fabio Pedrazzini. Con i soldi del piccolo Tobler il piastrellista svilupperà il suo hobby per le automobili da corsa. Assieme al Vice-Dir Urs Betschart eccolo sugli autodromi a provare le loro costosissime Porsche. Avvicinandosi la maggiore età di Tobler, il piastrellista decide di fregargli gli altri 20 milioni; con la complicità di Betschart e Pedrotta costruisce tutta una serie di scatole cinesi societarie dove nascondere i soldi. Quando Tobler si accorge di non potere nemmeno prelevare 100 franchi dal Bancomat, in BancaStato scoppia il panico. È il 9 luglio 2001: il direttore Pedrazzini convoca una riunione con il suo Vice Betschart, Pedrotta e il piastrellista Frignani. Poi viene convocato il giovane Tobler minacciandolo di non rivelare nulla alle autorità pena farsi mangiare tutto il malloppo nero dal fisco. In cambio della restituzione dei soldi rubatigli, Tobler è costretto a regalare un milione di franchi al piastrellista. L'Avv. Fabio Pedrazzini organizza un finto atto notarile dal Notaio Mazzoleni, dove il piastrellista simula di vendere a Tobler l'attico che si è comperato con i soldi rubati.

Prima la presidente Agnese Balestra Bianchi ha rifiutato di ascoltare la testimonianza del ex--Direttore della filiale di BancaStato di Locarno, Avv. Fabio Pedrazzini e del suo Vice-Direttore Urs Betschart - direttamente partecipi alla riunione del 9 luglio 2001 dove il reato è stato commesso; poi il Procuratore pubblico Bruno Balestra chiede l'assoluzione del piastrellista Italo Frignani dal reato di estorsione. Infatti se l'estorsione non c'è stata del tutto, non può esserci stata nemmeno a carico di Pedrazzini che l'ha commessa e organizzata.
Poi Agnese Balestra Bianchi abbassa la pena di Italo Frignani in modo da non farlo rientrare in galera, cosicché probabilmente non farà ricorso. Il passacarte Emilio Pedrotta ha pure beneficiato del clima tombale ed è stato ridotto a una pena pecuniaria poco più che simbolica.
In venti anni passati a fare il Procuratore pubblico e in otto anni alla testa come Procuratore Generale, Bruno Balestra non aveva mai chiesto un'assoluzione. Infatti in Svizzera, la pubblica accusa non chiede mai l'assoluzione degli imputati.
Bruno Balestra lo ha fatto perché bisognava salvare quella cricca di potere che si è impadronita di BancaStato per accrescere il proprio potere clientelare.
Perfino La Regione, giornale ormai da tempo amico di BancaStato, del 27 aprile scorso definisce Fabio Pedrazzini e Urs Betschart come le "figure non propriamente cristalline dei vertici di BancaStato di Locarno". Per salvare questi dubbi personaggi e le susseguenti magagne di BancaStato (come i crediti facili concessi al proprietario di bordelli Maurizio Virgilio grazie al suo avvocato e ex Presidente Eros Bergonzoli), il potere agita i suoi tentacoli. Pedrazzini si affida alla difesa di Fulvio Pelli Presidente del Consiglio d'amministrazione di BancaStato. Dei conflitti d'interesse non glie ne frega niente a nessuno. La procuratrice che accusa Pedrazzini e Betschart viene rimossa e spostata ad altro incarico. La procuratrice Galliani (quella con le società Off Shore a Panama) prima, e la procuratrice Casalinuovo poi, graziano Betschart e Pedrazzini. Tuttavia dopo il primo processo a Frignani e Pedrotta appare chiaro che i veri responsabili delle pressioni sono Pedrazzini e Betschart. La Corte dei Ricorsi penali dunque riapre il caso. Allora la Presidente della Corte di Cassazione, Giovanna Ruggero Wil annulla la sentenza pronunciata dal giudice Ermanni contro Frignani e Pedrotta e ordina che venga rifatta. Questa volta ci si mettono i due Balestra e le cose vanno a posto. Aggiustate le magagne di BancaStato, il Procuratore generale Bruno Balestra annuncia le dimissioni. Subito si candida a succedergli il vecchio John Noseda, avvocato di BancaStato, dell'ex Presidente di BancaStato Eros Bergonzoli e di Maurizio Virgilio, quello che ha corrotto i funzionari della SUVA con i soldi di BancaStato.

Naturalmente tutto questo non muove nulla. I giornali, che pure hanno seguito questo e i molti altri processi nei quali BancaStato non è apparsa proprio bene in questi ultimi anni, fanno finta di non capire la portata "politica" di una banca che, fino a prova del contrario, è pubblica. E sulla quale ogni anno viene presentato al Parlamento sulla realizzazione del "mandato pubblico" di BancaStato. Rapporto nel quale parole come etica si sprecano pagina dopo pagina.
Un rapporto che, naturalmente, tutti approvano ("destra" e "sinistra"), facendo bene attenzione a non confrontarlo con la realtà come quella illustrataci, ancora una volta, da questo processo.

 

 
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