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Trattative contrattuali sui salari
Partono col piede sbagliato i ferrovieri
di Sofia Ferrari
Come Gianni Frizzo (cfr. intervista del 3 giugno su questo stesso sito) anche noi la vediamo "maluccio" la trattativa tra FFS e sindacati attorno al nuovo sistema salariale. E questo per almeno tre ragioni. La prima, forse la più grave, è che la trattativa di fatto è già avviata sulla base del progetto presentato dalle FFS, il cosiddetto progetto TOCO. Naturalmente a dire che su questa base si è iniziata la discussione non sono certo i dirigenti sindacali (che restano nel vago più assoluto, quanto si degnano di informare i lavoratori), ma la stessa direzione aziendale. Nell'ultimo numero del giornale delle FFS (Corriere FFS) inviato a tutti i collaboratori dell'ex-regia federale si informa infatti che "il nuovo sistema salariale e di valutazione Toco, attualmente negoziato con le parti sociali…". È quindi sul terreno studiato e organizzato dalle FFS, attorno al loro modello che è partita la trattativa. Di fronte alla preparazione delle FFS che, per il modello TOCO, hanno addirittura un "capro getto" (Kurt Zuppinger, responsabile Compensazioni e complementi salariali per le FFS) i dirigenti sindacali non hanno assolutamente nulla. Certo continuano a ripetere che il nuovo modello dovrà essere più equo e migliorare la situazione dei bassi salari, mettendo a disposizione più risorse: ma questo non è ancora un modello salariale da contrapporre alla logica di quello delle FFS. E qui troviamo la seconda decisiva ragione del nostro pessimismo. Il fatto che il nuovo modello salariale proposte dalle FFS, e base dell'attuale discussione, è ripreso in buona sostanza da quelli delle Poste e di Swisscom e, come affermano le stesse FFS, "In generale, con Toco viene assegnato un peso maggiore alle prestazioni individuali". Così, come mostra il riassunto pubblicato, il nuovo modello diminuisce i livelli di funzione (di per sé non certo un aspetto negativo), ma abolisce pure gli scatti salariali fondati sull'esperienza e gli aumenti salariali annuali sono di fatto fondati sulle prestazioni individuali. Dopo l'introduzione dell'attuale sistema (che già aveva introdotto altri elementi oltre a quelli fondati su formazione ed esperienza) il nuovo sistema rappresenterebbe di fatto un rottura totale con i sistemi salariali del passato. Ed arriviamo qui di fatto alla terza ragione della nostra preoccupazione. Fa quanto abbiamo detto è chiaro che il sistema TOCO è in totale contraddizione con qualsiasi sistema salariale che, per usare le parole del vice-presidente del sindacato dei ferrovieri SEV, Manuel Avallone, sia "..equo, trasparente e in grado di illustrare chiaramente le singole evoluzioni salariali, in modo che ognuno sappia cosa lo aspetta". Per questa ragione una trattativa seria avrebbe voluto che, su queste basi (cioè le proposte del progetto TOCO), le direzioni sindacali non fossero nemmeno entrate in discussione. Ma questo avrebbe significato ritornare alla base e discutere dell'apertura di una vertenza generale per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro. Una prospettiva che le direzioni sindacali (e non solo quelle dei ferrovieri) oggi fuggono come la peste. Alla faccia della "centralità" del sistema contrattuale.
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