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Il dibattitto in seno ai social-liberali
Socialisti senza prospettive...
di Giuseppe Sergi
I compagni attorno a Franco Cavalli hanno costituito un loro raggruppamento denominato Prospettive Socialiste e pubblicato un primo numero di un giornale (che dovrebbe uscire a scadenze irregolari), in gran parte dedicato al progetto di nuovo programma del PSS. Le prospettive di Prospettive socialiste (ci si scusi il bisticcio) sono abbastanza chiare. Prima di tutto rimanere nel PS succeda quel che succeda (e ne sono successe di cose in questi ultimi due decenni…); poi "ravvivare" la discussione nel PS, in particolare sulla questione del programma, infine far "da ponte" con tutti coloro che si muovono alla sinistra del PSS. Se queste sono le intenzioni, la pratica appare perlomeno discutibile fin dalle prime battute. Prendiamo la questione del programma del PSS. Franco Cavalli spara a zero, affermando l'insufficienza di questo programma: bisognerebbe scriverlo da cima a fondo dichiara a destra e a sinistra. Marina Carobbio, vice-presidente del PSS lo trova invece "un buono strumento attorno al quale [i socialisti] sappiano dibattere"; anzi, trova che "proprio l'analisi di fondo contenuta nel documento [il progetto di programma] conduce a formulare proposte concrete"; proposte, aggiunge la consigliera nazionale, "attorno alle quali ruota l'azione del PSS"; proposte che vengono ricordate, sempre dalla vice-presidente del PSS, "per rispondere alla critica di chi vede il PSS lontano dalle lavoratrici e dai lavoratori". Ancor più lirico un altro membro di Prospettive Socialiste, Sergio Roic, che vede "Per la prima volta dopo parecchio tempo con questo progetto di programma si va in direzione di un vero e proprio "socialismo creativo" ". Come dire: tutto e il contrario di tutto. Ma anche sulle prospettive del dibattito "a sinistra" Cavalli e compagni non sanno fare altro che masticare vecchi stereotipi tesi, così ci pare di poter affermare, a giustificare la loro comoda permanenza nel PSS nel quale, così dicono, continuare la battaglia. Significativo, ad esempio, il modo di "aprirsi alla sinistra" che caratterizza questo primo numero del loro giornale: "abbiamo deciso di dare spazio anche ad alcuni rappresentanti del mondo che si muove alla nostra sinistra". Così viene data la parola a Massimiliano Ay, per il PC, e a Giovanni Galli a nome de La Sinistra. Si aggiunge poi che quel che vi è a sinistra del PS sarebbe molto "frastagliato" con un PC che "rimane tutto sommato marginalizzato" e un MPS che "per intanto continua a chiudersi a riccio". È chiaro che costruire un immagine di questo tipo permette di organizzare meglio la propria immagine ed il proprio posizionamento. Se la discussione può avvenire solo con chi "è marginalizzato" o con chi non esiste "La Sinistra" è evidente rimanere dove si è, occupando i posti che il PS comunque offre…Atteggiamento ancor più giustificato se un possibile interlocutore come l'MPS "si chiude a riccio". A noi pare, invece, di aver mostrato in questi anni di essere forse l'unica forza politica che, come tale, ha praticato l'apertura verso coloro che hanno messo al centro della loro azione politica punti fondamentali di critica al capitalismo. Non vi è stata una sola occasione nella quale non abbiamo cercato di aprire una discussione, scambiare punti di vista, avviare dibattiti e confronti. Pensiamo, ad esempio, alla esperienza del Forum la quale molti dei nostri militanti hanno partecipato con entusiasmo fin dall'inizio; o ancora al nostro giornale che ospita, da molti anni, una voce come quella di Werner Carobbio che ogni quindici giorni esprime liberamente su Solidarietà il proprio punto di vista, a volte per nulla in sintonia con quello del giornale. Forse, prendendo spunto da questo ultimo aspetto, possiamo affermare che sta proprio qui la differenza con i compagni di Prospettive Socialiste: e consiste nel fatto che noi cerchiamo di far coincidere le parole con i fatti. Noi, ad esempio, ospitiamo, e ne siamo felici, un compagno come Werner sul nostro giornale; Prospettive Socialiste dà la parola a tutti quelli alla sinistra del PS (anche alle forze politiche esistenti solo sulla carta) e non all'MPS, accusato al contempo di "chiudersi a riccio". Ma questo problema di far coincidere quello che si dice (o si scrive nei programmi) e quello che poi si fa è forse il problema di fondo con cui sono confrontati tutti coloro che si pongono "a sinistra" all'interno del PSS. Scrivono infatti i compagni di Prospettive Socialiste che "Chi…quando giudica il PSS non vuole neanche fare un distinzione tra la posizione di una Simonetta Sommaruga e di un Jean Ziegler, non fa avanzare l'analisi politica neanche di un millimetro..". In realtà noi distinguiamo bene queste posizioni. E ancora meglio di noi le distinguono i partiti borghesi: è per questa ragione che Simonetta Sommaruga diventerà consigliera federale per il PSS e Jean Ziegler no. Il problema non è solo quello che si dice nei programmi, nei discorsi (magari quelli infuocati del primo maggio) , nelle dichiarazioni, ma il problema sono le politiche che concretamente si difendono in Parlamento e in governo. Se Prospettive Socialiste continuerà a non rimettere in discussione questa politica concreta, fatta dai consiglieri federali, dai consiglieri di Stato nei cantoni, dai gruppi parlamentari cantonali e federali, dai municipali e dai gruppi nei comuni (compresi diversi attuali membri di Prospettive Socialiste), allora il suo ruolo sarà quello di una "voce di fondo", che i dirigenti del PSS (cantonali e federali) riterranno "utilizzare", perché parlerà a tutti coloro che vorrebbero “una sinistra di sinistra”; sanno benissimo che la loro influenza sarà poi nulla nella realtà concreta. Franco Cavalli, che è stato anche capogruppo del PSS nel Parlamento federale, non può continuare a far finta di non saperlo.
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