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Trattative salariali per i dipendenti FFS
Non c’è nulla da negoziare!
di Giuseppe Sergi
È con queste parole che hanno riassunto la discussione sulle trattative salariali i lavoratori delle FFS presenti all'assemblea del sindacato dei ferrovieri (SEV) convocata a Losanna qualche giorno fa. Un atteggiamento simile a quello emerso nelle altre assemblee indette dal sindacato in altre regioni della Svizzera. Scarsa la presenza (in tutto non più di 150 persone) nelle quattro assemblee tenute in alcuni centri del paese (Losanna, Zurigo, Berna, Bellinzona), a dimostrazione di una reale difficoltà di rappresentanza da parte di un sindacato che quasi sempre si pone, nelle sua politica, più dal punto di vista dell'azienda e dei suoi interessi che da quello dei lavoratori. Ma anche sulla base di questa scarsa presenza si può vedere quanto negativamente i lavoratori delle FFS valutino, per quel che se ne possa capire vista la sua totale mancanza di trasparenza, il nuovo sistema salariale "TOCO" (Total Compensation), oggetto delle trattative tra direzioni sindacali e FFS.
Un sistema tutto a favore delle FFS
In realtà i lavoratori non fanno altro che mettere in campo la loro esperienza. Capiscono molto bene che un sistema fondato sulle prestazioni (e TOCO è incentrato fondamentalmente su questo) non è altro che uno strumento per fare gli interessi dell'azienda e peggiorare condizioni di lavoro e di salario dei dipendenti. D'altronde TOCO si ispira (in una versione anche peggiore se possibile) a quanto già fatto in seno alle altre ex-regie federali: Posta in particolare, ma anche Swisscom. E contempla non solo l'introduzione degli aumenti salariali in base al merito (con valutazione annuale) e la cancellazione degli scatti automatici annuali, ma anche l'introduzione di scale salariali diverse in base alle categorie professionali.
SEV: poche idee e confuse
Le direzioni sindacali hanno accettato di entrare nel merito di questo progetto, accettando di prolungare il periodo di disdetta del Contratto collettivo di lavoro (CCL) fino al prossimo 31 dicembre; se vi sarà accordo sul sistema salariale il CCL verrà, per il resto, rinnovato tale e quale. Ma i sindacato sono entrati nel merito senza in realtà nessuna idea concreta, accompagnati solo da qualche indicazione generica che continuano a ripetere sui giornali e nelle assemblee. Ancora di recente, all'assemblea di Bellinzona, il vice-presidente Avallone ha ripetuto che il SEV sarà irremovibile su tre punti: "nessun trasferimento dal basse verso l'alto, nessuna svalutazione delle attività attuali, giustizia all'interno di FFS/FFS Cargo" Ma, per rispettabili possano essere questi punti, essi non rappresentano ancora né una linea di azione sui salari, né tantomeno una proposta concreta da mettere in campo nel corso delle trattative. In realtà, entrando in materia sul sistema TOCO, si è consegnata l'iniziativa alla controparte, giocando subito in difesa e accettando l'idea che le proposte di fondo possano e debbano essere solo di competenza dell'azienda. Una partita che lascia quindi l'iniziativa all'avversario, lasciandogli proporre gioco e ritmi, sul proprio terreno di gioco: le condizioni ottimali affinché sindacati e lavoratori escano sconfitti.
Cambiare gioco
Al momento attuale le trattative sono sospese. A spingere i sindacati a questa decisione la comunicazione di FFS Cargo di non voler stipulare un CCL per la nuova società di traffico internazionale in fase di costituzione. In realtà, seguendo il consiglio dei lavoratori vodesi che riportiamo nel titolo di questo articolo, la cosa più saggia sarebbe quella di abbandonare le trattative e disdire il CCL. Sarebbe un primo passo, forte se accompagnato da una spiegazione e una mobilitazione dei lavoratori, verso un rinnovo contrattuale nel quale a fare le proposte dovrebbero essere i lavoratori e le loro organizzazioni. Un cambiamento di strategia significherebbe anche un chiaro segnale verso le FFS e i loro progetti in materia salariale. Significherebbe che TOCO va messo in cantina e che la discussione deve ripartire da zero, in particolare con nuove proposte sindacali in materia di salario e orario di lavoro. Se le direzioni sindacali andassero in questa direzione siamo sicuri che le loro assemblee non sarebbero disertate come quelle recenti: i lavoratori hanno sufficiente intelligenza e comprensione dei rapporti di forza che "sentono" quando le cose andranno a finire male. Da come è cominciata questa trattativa sui salari e sul nuovo sistema salariale hanno capito benissimo che si delinea un brutto "compromesso". Ma perché questo avvenga non si deve discutere di un assurdo nuovo sistema salariale, ma di concrete misure di adeguamenti salariale che permettono ai lavoratori ed alle lavoratrici delle FFS di riconquistare il terreno perso negli ultimi tre-quattro anni sia per le mancate compensazioni, sia, soprattutto, per l'aumento delle deduzioni in materia di cassa pensione. Non ci vuole un nuovo sistema salariale, ma degli aumenti salariali di almeno il 5% (300 fr. per tutti!). Solo un cambiamento radicale di strategia in questa direzione potrà convincere i lavoratori e le lavoratrici delle FFS che vale la pena riprendere la strada della partecipazione e della mobilitazione.
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