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La Commissione Europea torna alla carica
OGM, l’impero contrattacca!
La Commissione europea propone di ammorbidire le regole di autorizzazione delle piante geneticamente modificate i cambio del diritto di ogni Stato di rifiutarne la coltivazione sul proprio suolo. Attraverso questo camuffamento democratico, questa tattica in realtà persegue l'obiettivo di aumentare la coltivazione e il consumo di OGM in Europa.
I sondaggi dicono che la maggioranza dei cittadini europei non vuole gli OGM, né sui propri campi, né sulle proprie tavole. Un numero sempre maggiore di paesi membri dell'Unione Europea si mostra reticente verso l'autorizzazione di OGM. La Commissione europea si ostina a cercare di imporli, nell'interesse soprattutto delle multinazionali dell'agroalimentare. Ha appena autorizzato tre varietà di mais transgenico di Monsanto come pure la patata transgenica Anflora di BASF, nonostante l'opposizione di parecchi paesi. E tre nuove richieste di autorizzazione di masi OGM sono in lista di attesa (Bt11 di Syngenta, Bt 1507 di Pioneer, ripresa di Monsanto 810). Per uscire da quello che essa considera come un "vicolo cieco" nel dossier degli OGM, la Commissione prevede una maggior flessibilità nelle procedure di autorizzazione per la coltivazione e per la commercializzazione. Il suo progetto cerca di aiutare quelli che essa considera come le "vittime" del sistema attuale: le ditte di biotecnologia e gli agricoltori favorevoli agli OGM… Si tratterebbe di permettere di accelerare le autorizzazioni da parte dell'Europa, con meno controlli, in cambio della creazione di una clausola di sicurezza per ogni Stato membro che sarebbe libero di autorizzare o meno la coltivazione e il commercio degli OGM sul proprio territorio. Si tratta in realtà un nuovo trucco per imporre ciò che la maggioranza della popolazione rifiuta. La possibilità di proibire su di un territorio la cultura di OGM esiste già tramite clausole di sicurezza, come quelle predisposte dalla Francia,ad esempio, per il mais Mon810. Queste clausole, basate su elementi scientifici, sono state contestate sistematicamente dall' Autorità europea per la sicurezza degli alimenti (Efsa), responsabile delle perizie a livello europeo. Argomenti utilizzati per proibire la coltivazione o l'importazione di OGM che fanno riferimento ai pericoli della coesistenza con piante non OGM o gli impatti socio-economici, possono venir considerati di carattere politico e non scientifico. Possono a questo punto essere oggetto di contestazione da parte dell' Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Questo genere di procedure è già stato intrapreso dall'OMC contro l' UE, su richiesta degli Stati Uniti e del Canada. Con questa possibilità di divieto a livello nazionale, la Commissione scarica sugli stati membri simili procedure intraprese dall'OMC. Il progetto della Commissione permetterà anche di favorire le importazioni di OGM in Europa. La Commissione avrebbe quindi completa libertà di autorizzare queste importazioni, per sincronizzare le autorizzazioni europee con le autorizzazioni statunitensi. Essa eviterebbe così il rinvio delle importazioni di OGM non autorizzate in Europa, come è avvenuto nel caso con il riso transgenico nel 2006 e 2007. Essa potrebbe anche servirsene per escludere gli Stati membri dalle procedure di autorizzazione modificando il sistema di voto e, per esempio, non più coinvolgendo il consiglio dei ministri europei e non consultando mai il Parlamento europeo. A questo punto alla popolazione non resterebbe altra possibilità che quella di rassegnarsi: mangia e taci!
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