In poche parole
13a AVS e IVA: diamo i numeri…
Tra le ragioni per opporsi all’aumento dell’IVA il prossimo 29 novembre quella principale è che non c’è alcun motivo per prevedere, a breve termine, un finanziamento aggiuntivo per pagare la tredicesima AVS.
Basterebbe infatti ricordare due dati per capire come l’AVS goda di ottima salute:
– Ha realizzato 5,632 miliardi di franchi di utili nel 2024 e 4,445 miliardi nel 2025. Soltanto in due anni, i suoi utili – oltre 10 miliardi! – sono quindi superiori a quanto frutterebbe l’aumento dell’IVA in sei anni (1,5 miliardi all’anno)!
– Dispone di un patrimonio record: 60,359 miliardi di franchi, pari a un tasso di copertura del 113% (capitale espresso in percentuale delle spese annuali dell’AVS).
Con l’introduzione della tredicesima AVS, questo patrimonio, in assenza di finanziamenti aggiuntivi, diminuirebbe certamente in una certa misura. Ma non sarebbe affatto la fine del mondo, tutt’altro. Come affermava Pierre-Yves Maillard, presidente dell’USS, non molto tempo fa, «non è necessario accumulare riserve così ingenti. Un’analisi commissionata dal Consiglio federale per il progetto PV 2020 prevedeva che, con riserve dimezzate, l’AVS non avrebbe corso alcun rischio e raccomandava, per sicurezza, riserve pari al 70% di un anno di rendite anziché al 100%.» (Le Temps, 2 febbraio 2024).
Giusto per dare un’idea più chiara, ricordiamo che un tasso di copertura del 70% corrisponderebbe a un patrimonio di circa 37 miliardi di franchi. Rispetto alla situazione attuale, ci sarebbe quindi un margine di circa 23 miliardi.